Sabaudia – Lazio

Il palazzo del comune, la torre civica, la chiesa della Santissima Annunziata e soprattutto il palazzo delle poste sono gli edifici che meglio rappresentano questa cittadina fondata ex novo nel 1933 nell’ Agro Pontino. Splendido esempio di architettura razionalista.

Tutto l’impianto urbano è pensato per la vita sociale e l’incontro: larghi marciapiedi, strade perpendicolari, piazze alberate, fontane, scalinate in travertino. Gli edifici pubblici sono stati progettati per la propria funzione tralasciando ogni estetismo, gli ingressi sono ampi, le generose finestre fanno entrare la luce naturale nei locali.

Il palazzo delle poste è rivestito da piastrelle azzurre, le forme sono slanciate e moderne. L’interno della chiesa della Santissima Annunziata è semplice e regolare con una forte connotazione laica. A destra una cappella con la statua della Madonna, anch’essa poco sacrale.

Questo stile architettonico anche se si è sviluppato durante il regime fascista corrisponde ad un fervido periodo artistico in tutta l’Europa

Muxia – Galizia – Spagna

Muxia

Lembo di terra della Galizia, proteso verso l’Atlantico. Un piccolo faro fa da sentinella per segnalare ai naviganti i pericoli della costa, ora affioranti come una cresta di dinosauro ora sommersi dall’alta marea, ma non meno insidiosi. Quando arriviamo il mare è in tempesta, e il tumulto delle onde di notte canta una minacciosa ninna nanna. L’oceano sembra raggiungerti, ma gli scogli levigati riescono a fermare i marosi, almeno per oggi. Al tramonto davanti al santuario della Virxe da Barca aspettiamo che il sole si adagi all’orizzonte. Seduti vicino ai resti della “nave di pietra” con la quale, si narra, la vergine Maria qui approdò.

Nei pressi del villaggio sorge La Herida un enorme monolite che mostra una crepa verticale a rappresentare la ferita inferta al mare da uno dei più nefasti disastri ecologici, ricordo della marea nera provocata dal naufragio della petroliera Prestige nel novembre 2002

25/11/2022 

Quelli che il professore

Era un anno del ‘900, in un grande ospedale di Firenze. Si doveva aprire una rianimazione di sana pianta alla cui direzione c’era lui: “il Professore”.
Il personale infermieristico doveva formarsi sul campo, come accade sempre quando c’è carenza di personale, così fu deciso che un gruppo di infermieri, tra i quali anch’io, che avevano già fatto esperienza in altre terapie intensive, avrebbero affiancato per un certo tempo gli infermieri che in futuro sarebbero diventati il team stabile di quel reparto intensivo.
Poi c’era il pool di anestesisti con il quale naque subito un ottimo affiatamento e spirito di gruppo.
Ma sopra ogni altra cosa c’era “il professore” che con il suo stile personalissimo e stravagante dirigeva tutti noi.
Un giorno la Dottoressa Lea Fabbri decise di scrivere su di lui e pubblicare un breve libretto di racconti per tramandare ai posteri i tratti significativi della sua leadership. Naturalmente lo stile narrativo era amichevolmente satirico, anche se ciò non fu per niente apprezzato da “Lui”.
Sapendo che mi divertivo a disegnare Lea propose a me e a Sandro Cinotti di illustrare a nostro piacimento i racconti.

P.S.
Chi non ha vissuto quella epica esperienza non potrà coglierne tutte le sfumature, comunque al link potrete leggere il libercolo

https://ecodada.altervista.org/wp-content/uploads/2025/12/Quelli-che-il-professore.pdf

 

Jerez de La Frontera – Andalusia – Spagna

Nelle strade si respira l’Andalusia. Sole sempre caldo, scherry da 18 gradi in piccoli bicchieri e sofferte passioni nel Flamenco.
Passeggiando conosciamo un anziano che ci indica una foto esposta in una vetrina. E’ Lola Flores la più famosa cantante e ballerina di Jeres. Parla accalorato in un fluente spagnolo, racconta delle tradizioni del posto. Ci capiamo. Andiamo al Tabanco el Pasaje a vedere il flamenco, ma forse sarà la solita attrazione turistica. “Ma no!” ci dice l’anziano, è uno dei migliori posti per godersi vino, tapas e spettacolo.
Il locale è piccolo, il banco è tra due ingressi “el Pasaje” e lì servono chiunque passi. Pochi tavoli.
Una ballerina, un cantante e un chitarrista, inizia lo spettacolo. E’ sorprendente l’intensità con la quale rappresentano le loro emozioni, ma proprio questo è il flamenco.
Lontano dalla nostra cultura, tuttavia un esperienza che rimarrà per sempre nella memoria.

Impressioni di viaggio in 150 parole

Volevo iniziare un diario di viaggio, ma l’impresa sembrava troppo impegnativa e forse noiosa per chi legge, non voglio sostituirmi a proloco o blogger specializzati che danno notizie complete e approfondite delle loro esperienze di viaggio e solo a questo si dedicano. Così ho pensato ad un progetto realizzabile, leggero, utile (forse), ma personale. Scritti minimalisti con l’unica regola di non superare le 150 parole. Sono solo flash, impressioni soggettive.

Buona lettura

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