Trekking da Casere al rifugio Brigata Tridentina

Trekking da Casere al rifugio Brigata Tridentina,
Valle Aurina settembre 2012.

Eccoci di nuovo in Valle Aurina  con previsioni meteo di sole pieno che gridano vendetta dopo l’esperienza fallimentare dell’anno scorso con giornaliere spruzzate di pioggia e neve sopra i 2000. La valle, protesa all’estremo settentrione d’Italia, si incunea in Austria e spesso le perturbazioni vi soggiornano volentieri.

La vista sulle montagne dall’appartamento della signora Notburga Kirchler

Da Rio Bianco a Casere 

La parte finale della Valle Aurina

Il programma del primo giorno è impegnativo, non tanto per la difficoltà del percorso, ma per mancanza di allenamento, infatti è la prima escursione dopo una lunga e torrida estate.
Partiamo da Rio Bianco dove soggiorniamo nell’accogliente appartamento gestito dalla signora Notburga Kirchler in località Untereggerhof, che consigliamo caldamente per l’ospitalità e l’ottimo rapporto qualità prezzo. Dopo circa mezz’ora di macchina raggiungiamo Casere (Kasern) m.1595 da qui inizia il sentiero che ci porterà al rifugio Tridentina (Birnlückenhütte) m.2441 superando un dislivello in salita di 846 metri.

Da Casere a Trinkstein

da Casere a Trinkstein

Lasciamo la macchina al parcheggio a pagamento (5 euro al giorno) adiacente al Centro Visite del Parco Naturale Vedrette di Ries (da vedere). Alle ore 9 partiamo lungo la strada asfaltata, chiusa al traffico con una sbarra, in alternativa si può percorrere la via crucis, un sentiero più in basso verso il fiume che porta direttamente alla chiesa di Santo Spirito dove si riunisce con la strada principale. All’altezza della chiesa un cartello riporta le indicazioni dei due sentieri più importanti, il 13 che ci porta alla Tridentina e il 14 al passo dei Tauri.

da Trinkstein alla Lahner

Proseguiamo lungo una strada bianca ben tenuta in dolce salita dove possono camminare anche famiglie con bambini piccoli e/o con passeggini. Dopo circa 50 minuti si arriva alla località Trinkstein, sulla sinistra lasciamo due malghe la Adler e la Jäger hutte, più avanti superiamo il bivio con il sentiero n.14 che a sinistra porta al passo dei Tauri.

Da Trinkstein alla Lahner

La malga Kehrer

Seguitiamo costeggiando l’Aurino, in alcuni tratti il ruscello forma una serie di belle cascatelle e più in alto delle piscine naturali di acqua limpida dove si vedono nuotare le trote. Dopo altri 40 minuti di cammino arriviamo alla Kehrer Alm m.1842 costruita in fondo ad una ampia radura dove scorrazzano liberi dei pony. Qui si può accedere direttamente dall’esterno ad una toilette molto pulita, approfittatene per una sosta tecnica. Ora c’è da

Un singolare masso sul sentiero tra la Lahner e l

superare un dislivello di circa 150 metri, dal rifugio si vede il torrente precipitarsi dall’alto con rapide e cascate. Si attraversa il ponte di legno e si piega a destra; in realtà c’è un sentiero più diretto a sinistra, ma non ci fidiamo perché passa attraverso le rocce. Ora la salita è un po’ più ripida, curioso il passaggio su un enorme masso lungo circa 25 metri adagiato orizzontalmente e sul quale si cammina comodamente. Bella vista

La malga Kehrer

sulla valle retrostante. Dopo circa 30 minuti si arriva alla Lahner Alm m.1986, una vecchia dogana riconvertita a punto ristoro. L’anno scorso arrivati qui la pioggia ci ha fatto desistere dal proseguire, ma nel sostare abbiamo scoperto l’ottima torta di mele dei gestori.

Dalla Lahner al Rifugio Brigata Tridentina

Il picco dei tre signori visto dalla Lahner

La vista verso monte da qui è stupenda, il piccolo altopiano di origine glaciale è attraversato dal torrente che raccoglie le acque dei sovrastanti nevai, sulla destra la vetta d’Italia m.2912, un cumulo di sassi che nell’aspetto non fa onore al suo nome, sulla sinistra le ben più alte e superbe montagne austriache del picco dei tre signori m.3499 e del Rötspitze m. 3495 con i rispettivi ghiacciai.

L’ultimo tratto del segnavia n.13

In fondo all’altura la luce radente del sole ci fa scorgere il profilo tortuoso del sentiero che si inerpica fino al rifugio Brigata Tridentina il cui profilo si staglia in controluce. Dopo una piccola sosta per ammirare la bellezza tipicamente alpina del luogo, ci muoviamo. Un ponte di legno ci porta sulla sponda opposta del ruscello e proseguiamo in piano fino ad un enorme masso

Salendo verso il rifugio Tridentina la vista si apre sulla valle

scivolato da chi sa dove sulla radura o trasportato dai ghiacci che in passato sicuramente arrivavano fino a qui e che ora troviamo a quote molto più alte. Da questo punto inizia la salita finale, circa 450 metri di dislivello, ad ogni tornante la vista sulla valle Aurina si apre sempre più, sulla sinistra invece siamo riparati da una cresta che ci nasconde le montagne. Dopo circa un’ora arriviamo in vista del rifugio, a questo punto il sentiero sale su alti gradoni, un po’ scomodi e faticosi, cerchiamo di evitarli tenendoci sul sentiero di destra,

Le morene esterne del ghiacciaio del picco dei tre signori

ancora venti minuti e abbiamo raggiunto il rifugio Brigata Tridentina. Tempo totale dalla partenza 3 ore e mezza.

Sosta al Rifugio Brigata Tridentina e ritorno

Cerchiamo un posto per mangiare a sacco. Passato il rifugio ci sistemiamo seduti su una roccia soleggiata, lo sguardo può indugiare sul picco dei tre signori e

Il rifugio Brigata Tridentina

sui ghiacciai, sicuramente uno dei punti panoramici più belli della valle Aurina. E’ triste costatare quanto questi ghiacciai si siano ritirati per effetto dei cambiamenti climatici, le morene laterali per un lungo tratto verso valle sono completamente scoperte. Un recente dossier del Wwfal quale hanno contribuito famosi glaciologi avverte che dal 1850 la superficie dei ghiacciai alpini si è ridotta del 54% e che entro il 2100 sulle Alpi potrebbe

Il sentiero dall’alto

rimanere dal 4 al 18% dell’area glaciale rispetto al 2003.

Nonostante questa pessimistica costatazione ci abbandoniamo al fascino e alla bellezza della montagna, questi scenari predispongono alla contemplazione e al raccoglimento e  ridimensionano il nostro ipertrofico ego  rispetto alla vastità del mondo che ci accoglie. Cori alpini vagamente patriottici, intonati da un gruppo di escursionisti italiani, rompono il silenzio; penso che

siano un pò fuori luogo per queste montagne di confine che la storia, dopo tanti conflitti e sacrifici umani, ha consegnato all’umanità come bene comune. L’incanto si è interrotto, riprendiamo il cammino del ritorno sullo stesso percorso dell’andata. Senza difficoltà e con una sosta alla malga Jäger arriviamo verso le ore 17,00 a Casere. Rientro a Rio Bianco, ci aspetta una meritata cena alla Lederhosenalm una malga in fondo al paese con ottima cucina tipica

 

Guarda il foto-racconto di Diego Favareto