Storia di un’amica nella crisi economica della Grecia

La telefonata con Anna durò solo pochi minuti: “sto male, non riesco a parlare”. Inizia così questa storia di un’amica nella crisi economica della Grecia. Il popolo greco protesta con grandi manifestazioni in piazza Syntagma. Ogni giorno ci sono scontri con la polizia che reprime duramente. Anna teme che tutto questo potrebbe finire nel sangue.

Anna ora vive nella sua casa vicino ad Atene, sento i cani che abbaiano in lontananza, immagino le sculture nel suo studio. Mi descrive il suo giardino con i merli che beccano le ciliegie sull’albero.

Monumento alla guerra di resistenza nazionale Piazza Eritrea Atene

Da anni avevo perso definitivamente notizie di lei, poi l’ho ritrovata casualmente facendo una ricerca su internet. Ora è scultrice, membro della Camera delle Belle arti elleniche, un’istituzione che promuove la creatività e la libertà di espressione degli artisti greci.

Senza grosse aspettative mandai un messaggio alla segreteria spiegando le ragioni che mi spingevano a cercare quel contatto. L’attesa durò poco, ricevetti in inglese una sua risposta, nella quale mi chiedeva di chiamarla al telefono verso sera. Mi avrebbe parlato in italiano, ma ad una condizione, non avrei dovuto ridere dei suoi errori di pronuncia.

Fu emozionante sentire di nuovo la sua voce, un po’ più bassa e malinconica, però il ritmo lento, le pause, la scelta attenta delle parole erano uguali a come le ricordavo. In poche parole raccontò la sua vita. Ritrovare questa amicizia dopo così tanto tempo faceva tornare docilmente il ricordo di quegli anni.

monumento alla Resistenza Nazionale piazza Marte Velouhioti Agios Dimitrios

Conobbi Anna a Firenze all’Istituto Statale d’Arte di Porta Romana, sezione di ceramica, anno scolastico 1975-76, rimase in Italia pochi mesi. Tra  me e lei nacque subito una reciproca simpatia, ma poi non abbiamo avuto molto tempo per consolidare la nostra amicizia. A quel tempo il laboratorio di ceramica era frequentato da ragazzi di tutto il mondo. Io ero una persona di poche parole, lei molto riservata, a volte misteriosa perché della sua vita privata preferiva non parlare, eppure ci fu subito intesa, si fidava di me e ci faceva piacere discutere insieme. Ascoltavo i suoi racconti, il suo impegno politico, le ferite ancora aperte del regime dei colonnelli terminato da poco, la resistenza insieme agli studenti del politecnico di Atene.
La politica era uno degli argomenti sui quali ci intendevamo, ma ci accomunava soprattutto l’amore per l’arte e per la poesia: il suo Kavafis, il mio Ungaretti, entrambi nati ad Alessandria d’Egitto.

studio di nudo

Eccomi di nuovo a parlare con Anna mi sorprende trovare con lei la stessa sintonia di allora. Per gioco descrivo come ricordo il suo aspetto, i capelli neri legati dietro, il taglio un po’ orientale degli occhi , le vesti lunghe, molto tradizionali. Mi stupisco che si ricordi ancora di dettagli apparentemente futili delle nostre discussioni e del mio carattere.

La situazione greca è preoccupante, la crisi economica deprime la vita sociale, frena le speranze e impoverisce le persone. Che ne sarà dell’arte della poesia se non si ha il lavoro e di che vivere. In queste cirostanze sarà difficile mantenere la promessa che ci siamo fatti di incontrarci di nuovo.

 

Nelle foto: Anna, alcune sue sculture e disegni

Studio di nudo