Quel che non sai: un libro di Luciana Coèn

soleLuciana Coèn è infermiera, nella vita ha sperimentato la sofferenza e la malattia nella sua professione, ma anche su sè stessa. Il linguaggio che usa per raccontare le sue esperienze è diretto, semplice e intenso. Nel 2008 ha scritto “mani sul mio corpo, diario di una malata di cancro” una lucida narrazione del cambiamento che la malattia provoca sulla propria prospettiva esistenziale. Emerge anche la poca comprensione e umanità dimostrata da chi, nel sistema sanitario, doveva prendersi cura di lei e della sua salute.

Figlia e madre insieme nella sofferenza psichica”

Nel febbraio 2014 è uscito “Quel che non sai, figlia e madre insieme nella sofferenza psichica”. Il tema centrale del libro è le scelte del fine vita, un dilemma che da anni suscita discussioni e pareri discordi. La sua esperienza però costituisce un caso nel caso, infatti ci racconta dell’impossibilità di dare risposta alle volontà di sua madre nella condizione di malattia mentale. Continua a leggere

Michelangelo e il primato dell’intelletto

Una visita alla Cappella Sistina: Michelangelo e il primato dell’intelletto

Decido di partecipare ad una visita guidata alla Cappella Sistina organizzata in una pausa del convegno nazionale dell’associazione infermieristica di cui faccio parte. Il ricordo degli affreschi di Michelangelo era scolorito dal tempo, come di fatto era la grande opera quando la vidi da bambino; Il restauro del 1999 l’ha restituita ai suoi colori, anche se, come sostengono alcuni critici d’arte. Insieme al nero dell’inquinamento e del fumo delle candele sono state cancellate anche le pennellate di nero fumo date a secco da Michelangelo e con esse le sensuali volumetrie delle possenti figure (vedi: Restauro degli affreschi della Cappella Sistina).

Comincio la visita da una selezione dei musei Vaticani, dopo questa piacevole anticamera finalmente arriviamo alla Cappella Sistina, accedendo da una stretta scala attraversata in senso opposto da una corrente d’aria fredda. Continua a leggere

Disegno scuola della mente

Perchè il disegno

Disegno scuola della mente, un viaggio dentro noi stessi. Lo scopo è cogliere l’essenza della realtà mettendo in comunicazione la mano con la mente.
Il traguardo è ambizioso specie se la pratica viene fatta con la figura umana. Per chi ci riesce è arte, per chi, come me, ci prova soltanto, è come un volo di tacchino. Tuttavia, per quanto goffo, è sempre un modo per avvicinarsi al cielo.
Studi con modella
Quando e dove

Ho frequentato la scuola libera di nudo dell’Accademia di Belle Arti di Firenze dal 1992 al 1995, dal 2008 al 2010 e nel 2014. Alcuni disegni sono stati pubblicati nel sito di Dino Clivicchi, un bravissimo disegnatore presenza costante in questi ambienti e animatore lui stesso di un atelier al circolo arci di via San Niccolò 33/r Firenze.
Dopodichè ho frequentato sporadicamente la Charles Cecils Studios che ogni martedì sera mette a disposizione una modella.

Riflessioni conclusive

L’esperienza è sicuramente molto formativa, ci vuole costanza e accontentarsi dei risultati ma allo stesso tempo cercare  di migliorare.
Di seguito una selezione di disegni a carboncino e sanguigna:

Francesca Woodman

Francesca Woodman
Impressioni dalla retrospettiva fotografica di  Siena

Francesca Woodman racconta attraverso il suo corpo, ma non è il protagonista. Questo corpo giovane, morbido, liscio, sensuale; si dimentica senza nostalgie, diventa forma, materia, movimento in uno spazio interiore disabitato.

Un corpo di donna mitologico, puro che nasce come una venere, ma qui non emerge nel cavo di una conchiglia, non nasce dalla spuma del mare, nasce da carta da parati lacerata come un’entità astratta, senza volto, tuttavia imprescindibilmente unico.

Le stanze inondate di sole a volte illuminano completamente gli oggetti, altre volte aggettano ombre inquietanti. Conosco bene questo sole che mi ha scaldato proprio in quei giorni, all’età di Francesca o poco più, una luminosità unica, irripetibile, solo di quel tempo.

Quali paure abitavano le stanze di Francesca confinate da pareti graffiate e scrostate? Quali ricerche immateriali si consumavano dentro quei contenitori privi di orizzonte?

Il corpo di Francesca perde il proprio peso, la propria densità per acquisire un aggressività materica autoriflessiva. Il suo corpo, il suo sesso sono al tempo stesso soggetto e oggetto dell’immagine, talvolta tormentati come dannati in una teca di museo, a volte conquistati dal sonno o dalla morte abbandonati sul pavimento, dentro una vasca da bagno, sopra una roccia nuda.

A soli tredici anni, all’inizio della sua breve vita, indica l’uscita da una porta socchiusa mentre una forza invincibile la trattiene. Luoghi dell’infanzia da poco abbandonati e nuovamente esplorati oppure coscienza di un futuro doloroso dal quale non riesce ad affrancarsi.

Nel riflesso di uno specchio non è possibile trovare le risposte, tutto rimane confuso. Dentro simboli vegetali e animali può essere solo reso possibile un transfert automatico, ma ancora tutto non risolto.

Non è possibile descrivere il racconto di Francesca, parla direttamente ad ognuno di noi, ognuno di noi decodifica a proprio modo il suo messaggio, senza intermediari, senza l’aiuto di critici e biografie postume che Francesca non ha avuto il tempo di avere.

Francesca Woodman nata a Denver il 3 aprile 1958 morta suicida a New York il 19 gennaio 1981.

Approfondimenti su:
en.wikipedia (inglese)

it.wikipedia

Francesca Woodman gallery

L’eredità di Francesca – Intervista ai genitori Betty e George Woodman (audio Mp3)
Audioguida della mostra di Siena parte 1° (audio Mp3)
Audioguida della mostra di Siena parte 2° (audio Mp3)
Biografia

Mostra retrospettiva di Francesca Woodman
Siena, dal 26 settembre 2009 al 10 gennaio 2010
composta da 114 fotografie, alcune delle quali inedite.
Presentata da: SMS contemporanea, il centro di arte contemporanea del Santa Maria della Scala di Siena, in collaborazione con l’Espacio AV di Murcia e l’Estate di Francesca Woodman di New York
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Video: Requiem per Francesca