Michelangelo e il primato dell’intelletto

Una visita alla Cappella Sistina: Michelangelo e il primato dell’intelletto

Decido di partecipare ad una visita guidata alla Cappella Sistina organizzata in una pausa del convegno nazionale dell’associazione infermieristica di cui faccio parte. Il ricordo degli affreschi di Michelangelo era scolorito dal tempo, come di fatto era la grande opera quando la vidi da bambino; Il restauro del 1999 l’ha restituita ai suoi colori, anche se, come sostengono alcuni critici d’arte. Insieme al nero dell’inquinamento e del fumo delle candele sono state cancellate anche le pennellate di nero fumo date a secco da Michelangelo e con esse le sensuali volumetrie delle possenti figure (vedi: Restauro degli affreschi della Cappella Sistina).

Comincio la visita da una selezione dei musei Vaticani, dopo questa piacevole anticamera finalmente arriviamo alla Cappella Sistina, accedendo da una stretta scala attraversata in senso opposto da una corrente d’aria fredda. Continua a leggere

Alleluia alla Terra

Nel mio sogno la Terra aveva i giorni contati, entro pochi mesi non sarebbe stata più abitabile e si rendeva necessario un trasferimento di massa su Giove. Aspettavo con la mia famiglia di essere chiamato, rassegnato e ubbidiente alle disposizioni del piano di evacuazione. Cercavo di immaginarmi la stazione asettica che ci avrebbe ospitato per il resto della vita, impossibilitati a muoverci oltre i confini della sfera di cristallo posta a protezione del vuoto cosmico.
Pensavo a Firenze deserta, con i suoi monumenti destinati a diventare rovine e le sue opere d’arte coperte di polvere, alle colline toscane modellate da secoli di lavoro umano lasciate in stato di abbandono. Il mondo negava per sempre le sue bellezze alla nostra voglia di conoscere.
Tutto questo era avvenuto per la cecità dell’uomo e per l’incapacità a pianificare un futuro per l’umanità in accordo con quanto il pianeta poteva offrirci.
Non mi abbandonava il sospetto che solo alcuni popoli erano stati salvati, altri abbandonati perché valutati economicamente non degni di considerazione.
Tutto questo è solo un sogno, tuttavia svegliandomi in questa mattina di Pasqua, vorrei levare un “Alleluia” alle meraviglie che ci offre Madre Terra,  lo faccio mixando in un breve video la sublime musica di Antonio Vivaldi e le immagini della BBC.

Non è un’invocazione al divino sono sempre stato refrattario e scettico verso entità superiori, mi basta seguitare a stupirmi di fronte alle meraviglie del mondo più concrete e seducenti. Il destino è nelle nostre mani, una “resurrezione” dell’umanità è ancora possibile o semplicemente vale solo la pena di crederci.

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Immagini: Trial della BBC “Earth planet”  (parti selezionate) http://www.bbc.co.uk/programmes/b006mywy

Musica: A. Vivaldi Alleluia estratto dal mottetto “In furore iustissimae irae” RV626, per soprano,due violini, viola e basso; Sandrine Piau : soprano, Stefano Montanari : violino, Accadamia Bizantina, direttore: Ottavio Dantone  http://www.youtube.com/watch?v=_-ewPT9KIZ8

Montaggio: Ecodada

 

Creature abissali

Creature abissali

L’idea

Il capitano Nemo

Non ricordo il giorno, ma era il 1992 quando mi capitò sottomano una rivista naturalistica dove si documentava la vita di creature abissali, pesci, crostacei e molluschi che vivono ad una profondità tale da impedire alla luce solare di arrivare. L’articolo, pubblicato forse su “Airone” o “Natura oggi”, era accompagnato da diverse fotografie molto suggestive che colpivano la fantasia. Le forme bizzarre di questi strani animali si stagliavano sul nero assoluto delle profondità marine. Per adattarsi alla grande pressione esercitata dall’acqua l’evoluzione ha modellato queste creature rendendole mostruose e come se non bastasse sono dotate di grottesche luci che servono per vivere nell’oscurità, per catturare prede, spaventare gli avversari o attirare i propri simili.

Per disegnarli  decisi di usare dei pastelli ad olio che ho sempre conservato tra i miei strumenti e che in questo caso erano perfetti per il loro cromatismo molto attraente e lo spessore materico che offrono nella stesura. Come supporto pensai a dei cartoncini neri di quelli che si usano nella scuola media per collage e disegno.

I disegni

Realizzai piuttosto rapidamente cinque disegni di “pesci abissali” . Nella slide show ho aggiunto altri due disegni a tecnica mista dal titolo “incontri”, dove esseri diversi e irragionevolmente presenti nella stessa dimensione si contendono lo spazio vitale. Alcuni di questi pesci mi sono stati ispirati da illustrazioni tratte da testi di zoologia.

La metafora

Mi piace immaginarmi come  un capitano Nemo davanti ad un oblò che si affaccia su un mondo freddo e sconosciuto. La profondità del mare in fondo è come il nostro inconscio, in questi luoghi remoti si possono fare spiacevoli incontri, qui si agitano creature minacciose, appaiono e scompaiono come anime tormentate e fameliche, come se le portassimo nascoste dentro di noi nel profondo della coscienza.
La questione si pone in termini di crudele lotta per la sopravvivenza ed il filmato trovato in rete rende bene l’idea. Balletti e giochi di luce nascondono spesso la morte, quasi a metafora delle tante maschere che ci mettiamo per difenderci dagli attacchi esterni e alle altrettante strategie illusionistiche finalizzate ad annientare il prossimo.

Cinque “pesci abissali” pastelli ad olio su cartoncino nero e due “incontri” con tecniche miste. Brunetti Giancarlo (1992)

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Disegno scuola della mente

Il disegno è un viaggio dentro noi stessi, lo scopo è cogliere l’essenza della realtà mettendo in comunicazione la mano con la mente. Il traguardo è ambizioso. Per chi ci riesce è arte, per chi, come me, ci prova soltanto, è come un volo di tacchino, tuttavia, per quanto goffo, è sempre un modo per avvicinarsi al cielo.

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Parole

Le parole manifestano la complessità delle relazioni umane e la loro fragilità, spesso le sottovalutiamo e le usiamo come potenti armi offensive. E’ per esprimere questo concetto che ho scritto la poesia “parole” e  solo molto tempo dopo, del tutto casualmente, è diventata un video.
Quello che ha aggiunto valore a questa poesia è proprio il fatto che più persone hanno messo qualcosa di proprio, l’hanno letta, apprezzata, interpretata e infine restituita in una forma inedita e nuova. Tuttavia la persona che ha realizzato il miracolo è Marzia, la voce recitante. Marzia è una bambina di 10 anni, legge la poesia, le piace, decide di registrarla da sola; quell’unica lettura, senza tentativi né prove, è un momento irripetibile, coglie il mistero di Kairos, cioè di un tempo diverso da quello scandito dai secondi, un tempo di mezzo dove possono accadere cose straordinarie. Ungaretti diceva che la poesia è tale quando porta in sé un segreto, forse Marzia ci ha avvicinato a questo segreto.

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La poesia “parole” è stata linkata da “Lettere senza destinatario”

Il testo:

Sono foglie
queste parole.
Cadute, ammucchiate,
trascinate, pestate,
frantumate e dimenticate.

Sono formiche
queste parole
tutte uguali.
Se le lasci andare
vanno ordinate,
organizzate, regolate,
disciplinate.
Se le disturbi
corrono a migliaia
in tutte le direzioni
disordinate, concitate,
confuse e mescolate.

Sono nubi
queste parole.
Si trasformano continuamente,
svaniscono improvvisamente
leggere, inconsistenti
delicate, dolci,
trasparenti,
s’addensano minacciose,
ostili, dure.

Sono trappole
queste parole.
Ti lasciano mutilato,
avvilito, angosciato
incompreso, frainteso,
tradito e offeso.
Le idee impigliano
le convinzioni intrigano
gli entusiasmi frenano.

Nel silenzio
si consumano,
scompaiono.

(6 giugno 2002)

Dopo aver visto il video con la lettura di Marzia ho sentito il bisogno di dedicare una poesia alla sua sensibilità e delicatezza:

A Marzia

Mi hai accompagnato
per mano
dentro le mie stesse parole

Ma non sono più
quelle che conoscevo,
usurate dal tempo
e dall’amarezza.

Nella tua voce
volano verso
il futuro
colme di speranza.

7 maggio 2009